Marco Chiancianesi

Filantropo

Soccorso per coloro che hanno davvero bisogno d'aiuto

La passione per le sfide e la competenza di Marco non si riflettono solo nella sua prestigiosa carriera di manager e costruttore, ma anche nelle numerose attività umanitarie che sostiene da anni. Marco si impegna costantemente per raccogliere fondi a favore di aree problematiche del pianeta.

Ciò che lo spinge a dedicare una consistente parte del suo tempo libero all’aiuto, è innanzitutto un’innata sensibilità, una sorta di istinto, come lui stesso spiega, in base al quale “non si può avvertire la sofferenza altrui senza fare qualcosa a riguardo”. Aiutare, dice Marco, è la cosa più bella e spontanea che ci sia e il “saper ascoltare”, in tutte le sue accezioni, ne è parte integrante. Questa stessa sensibilità si può riflettere nel prendersi cura di un figlio, di un amico, di un collega, così come di un’intera popolazione, che sta vivendo un momento estremamente difficile.

A questo proposito, tra i progetti di cui Marco è maggiormente orgoglioso, c’è quello che lo ha portato ad Haiti, messa in ginocchio dal devastante terremoto del 2010. Marco organizza vari eventi, in Italia e in Europa, riuscendo a raccogliere una cifra importante, da devolvere agli abitanti. Insieme alla sua famiglia e ad alcuni amici, va sull’isola, per constatare, con i suoi occhi, la situazione e vedere come questi fondi verranno effettivamente utilizzati.

Marco non si limita ad assistere. Mette a disposizione la sua professionalità per costruire un campo destinato agli orfani. Sono oltre cento i piccoli haitiani che lui e il suo gruppo riescono ad aiutare, grazie alla costruzione di un vero e proprio villaggio attrezzato con tende, servizi igienici, elettricità e cucine. Qui i bambini, nonostante il caos che regna sull’isola, possono trovare rifugio in assoluta sicurezza, riuscendo anche a studiare, grazie alla presenza di alcuni maestri.

La ricchezza di questa esperienza e la potenza dell’aiuto possono, forse, essere rappresentate da un aneddoto, apparentemente ordinario, che però trasmette a Marco un’impagabile sensazione di felicità: un giorno Marco chiede ai ragazzini che vivono nel villaggio di raccogliere tutti i pezzi di vetro da terra.

Si tratta di una piccola emergenza. Ogni giorno, infatti, capita che i bambini si taglino, camminando scalzi.

Una volta completato il lavoro, a fine giornata, Marco li porta al supermercato e dice loro di prendere ciò che preferiscono. E’ il suo modo di ringraziarli.

“E’ difficile immaginare la luce che si è accesa nei loro occhi”, spiega Marco, “nel loro sguardo ho percepito un’intera vita fatta di rifiuti, di privazioni, di mancanza di cura. Tutto ad un tratto questa luce, nata dall’amore, dal riconoscimento, dal sentirsi, per una volta, importanti, si è accesa ed ero stato io a farlo. Avevo dato loro un nuovo punto di vista sull’umanità. Niente potrà mai superare quella sensazione.” Dopo questo episodio alcuni di loro iniziano addirittura a chiamarlo “papà”.

Ad ottobre 2013, Marco ha dato vita al progetto Chiancianesi for Children, con il proposito di riunire sotto un’unica guida tutte le opere di beneficenza a lui riconducibili: prima fra tutte la costruzione di una Scuola Elementare in Rwanda. Il sito www.chiancianesiforchildren.org viene costantemente aggiornato sugli sviluppi di tali opere ed informa sugli eventi benefici in programma.

ogni 0 secondi I diritti
umani vengono violati in
uno stato
del mondo

Marco appoggia e promuove anche varie campagne di sensibilizzazione sociale, tra cui “Dico No alla Droga”, che mette in guardia, soprattutto i giovani, da quella che è una delle più gravi piaghe del nostro mondo. Lo scopo è essenzialmente preventivo. Si tratta infatti di spiegare, in modo chiaro e dettagliato, quali sono le conseguenze dell’assumere sostanze stupefacenti, in modo che ognuno possa farsi un’idea propria e agire di conseguenza. La questione non riguarda solo chi intraprende questa strada, ma anche chi ne subisce le conseguenze, più o meno indirettamente. Marco ha quindi raccolto fondi per sostenere e divulgare questo progetto.

Lo ha fatto unendo alle attività umanitarie, due passioni che lui coltiva fin da piccolo: la musica e lo sport.

Marco si impegna anche per aiutare Scientology ad aprire nuove Chiese che si prendano la responsabilità di migliorare le zone di appartenenza, diffondendo informazioni corrette sui numerosi cancri che affliggono la nostra società: droghe, uso inadeguato di psicofarmaci, violazioni dei diritti umani, ma anche la conoscenza della tecnologia dell’etica. Tutto ciò allo scopo di creare una società sana, dove le persone abili possano espandersi ed essere un esempio e un aiuto per gli altri. Il sogno è una società senza pazzie.