Marco Chiancianesi

Costruttore

Progettare il futuro

“Se, anni fa, mi avessero detto che avrei raggiunto la metà della metà di ciò che ho poi realizzato, non ci avrei creduto”. Così Marco commenta la sua ascesa nel mondo dell’imprenditoria e dell’edilizia, costruita sul talento, ma anche sul duro lavoro. E’ qui, in questo campo, spiega, che ha superato il suo target. Il denaro non è mai stato un obiettivo. Ciò che lo ha sempre spinto è invece il desiderio di mettere in pratica le sue conoscenze, di mettersi in gioco. I riconoscimenti, dice, sono la conseguenza di un ottimo prodotto. Marco ama il proprio lavoro, perché, spiega, “io ho scelto lui e non il contrario”. La spinta in questo ambito viene dalla  somma delle necessità della vita: ad esempio la voglia di affermarsi, di sostenere la famiglia o il finanziamento alle campagne benefiche.  Proprio il desiderio di aiutare è legato al suo successo lavorativo. “Penso di essere appagato”, dice Marco, “per questo mi sto concentrando sulle attività’ umanitarie. Lì c’è ancora tanto ma tanto da fare, per rendere questo pianeta davvero civile e fare sì che non sia solo una facciata”.  Marco non è solo un manager che conosce il mondo dell’edilizia in ogni suo aspetto, ma è anche un professionista che sa riconoscere un affare, dove altri, a volte, vedono solo grane.  In un’occasione, in particolare, intraprende un progetto in un’area considerata problematica. Molti cercano di farlo desistere. Una volta portato a termine, queste stesse persone devono riconoscere che il piano è un successo e ha anche contribuito a migliorare la zona. Per Marco non esistono materiali “del futuro”  da un punto di vista della costruzione. La natura, infatti, già ci fornisce tutto ciò di cui abbiamo bisogno per creare strutture sicure, confortevoli e durature.

Al contrario, per quanto riguarda la domotica e altri dispositivi “intelligenti”, all’interno delle nostre abitazioni, la tecnologia sta facendo passi da gigante e ha raggiunto livelli stupefacenti.  In tutto sono 250 mila i metri quadri realizzati da Marco, tra superfici commerciali e residenziali. A chi gli chiede in cosa le sue opere siano migliori rispetto ad altre, Marco risponde che sono “fatte per il cliente”.  E’ questo il metro di giudizio con cui si misura la qualità di un prodotto. Questo è il vero successo. Spesso si associa la figura del costruttore a quella dello speculatore, ma è una visione sbagliata. Il creare fine a se stesso porta solo a una continua competizione per essere più bravi, più ricchi, più potenti.

Il riconoscimento, l’ammirazione sincera da parte del cliente, che ha ottenuto ciò che voleva e per cui ha investito, è la vera ricchezza, qualcosa che ti sprona a lavorare sempre al meglio. Al momento è in cantiere un progetto molto ambizioso per la costruzione di una residenza di lusso, composta da oltre 40 appartamenti, sul lago di Lugano. “Sarà un’opera” spiega Marco, “che migliorerà il carattere e l’attrattiva della riviera, tra Melide e Morcote, le più belle cittadine sul versante sud-ovest della città”. Tra le persone che hanno influenzato Marco dal punto di vista dell’etica e della disciplina, nel lavoro, ma non solo, c’è suo padre. Un uomo che lui ha sempre stimato proprio per le regole che ha saputo trasmettergli, oltre che per la dedizione alla famiglia. Un’altra figura importantissima per la sua formazione e il raggiungimento dei suoi obiettivi è sua moglie, che, come lui stesso racconta, lo ha spinto ad avere fiducia in se stesso.

“Da ragazzo ero molto intraprendente” dice Marco, “ma non credevo realmente di poter mirare in alto. E’ lei che mi ha sempre spinto a credere nelle mie abilità”. Infine, un altro punto di riferimento per Marco è Ron Hubbard, fondatore della Chiesa di Scientology. La lettura delle sue opere gli ha svelato i misteri dell’universo spirituale. Un cammino che lui definisce “incredibile”: “ho capito l’influenza che ognuno di noi esercita, quando si trova in condizioni ottimali e ho appreso come poter essere il più possibile “in forma”, spiritualmente parlando. In buona sostanza una persona disposta a dare ed aiutare è in una buona condizione. Il bisogno di ricevere, avere, e controllare, determina un alto livello di insicurezza e degrado. Essendomi “sistemato”, aggiunge Marco, “sono predisposto verso l’aiuto, come essenza della personalità di base di ognuno di noi.”